Cosa stiamo imparando negli webinar danteschi

09 Apr 2021

Sulle spalle di un gigante

Mano a mano che procediamo negli webinar dei Giovedi Danteschi, stiamo scoprendo sia una modalità nuova di esplorare il mondo già noto, sia perfino un mondo nuovo.

Una modalità nuova
Di Dante sapevamo già diverse cose, quelle che con poco entusiasmo avevamo imparato a scuola, e quello che, svincolati dalle strettorie scolastiche, abbiamo voluto di persona esplorare. Io me lo sono gustato avanti con gli anni seguendo le letture pubbliche di Vittorio Sermonti, per fortuna divenuti audiolibri.
Ma con questi webinar, usando il metodo del bibliocounseling, stiamo scoprendo qualcosa su misura per noi, ed è la fecondità della letteratura come strumento per elaborare ipotesi su noi stessi. La letteratura non è esplorazione di sé, come lo è invece la psicologia. E' percorrere altri mondi, che all'apparenza non ci appartengono, ma a cui potremmo appartenere noi.
La letteratura, soprattutto, è incarnazione della mente in fatti e in sentimenti. Essa si differenzia dalla vita in un aspetto assai interessante. La vita è piena di dettagli, ma noi li percorriamo in modo amorfo, distratto, perché sono ripetitivi o perché li riteniamo non rilevanti, come quando attraversiamo la città in macchina. Ma la letteratura ci insegna a notare, per esempio, che la mia ragazza quando bacia serra le labbra lasciando spuntare solo la punta della lingua, o l'autobus oggi quando frena sembra ringhiare, oppure, per dirla con Dante, Farinata degli Uberti sta eretto nella sua tomba come se avesse a dispetto l'inferno tutto.
Non è solo questione di spirito di osservazione, ma uno stimolo a percorrere le vie in cui ogni umano incarna la propria avventura interiore, in cui scopre sé stesso e il mondo alla luce di metafore e significati che traducono più pienamente il senso dell'esistenza. Perciò una tappa della formazione al counseling nel corso della riprogrammazione è la scrittura della propria autobiografia.

Una questione di metodo per un nuovo counseling
Dopo quanto detto, il passo seguente è stato quasi automatico, proprio come quando si cammina, una gamba segue spontaneamente l'altra perché la prima ha gettato in avanti il piede. Seguendo Dante, stiamo scoprendo e imparando qualcosa del metodo dantesco, che è consistito nell'incrociare la propria vita, non più straordinaria di tante altre, con le coordinate della grande storia e delle umane storie, della filosofia, della teologia, fino al punto da vederla in una prospettiva meta-storica, insomma universale. Siamo saliti sulle spalle di Dante, un gigante che ci aiuta a guardare lontano e a guardarci in prospettiva. E se chiedessimo anche ad altri giganti, per esempio, Marie Curie, Magellano, Pasteur, di prenderci sulle spalle, quali metodi di approccio alla vita potremmo imparare e magari acquisire?