I GATTI DI SCHRÖDINGER

01 Dic 2018

Non è cosa da nulla, Shurochka, ti pare?,
esser gatti accucciati nella mente di Dio,
in questo verso irreale e in quell’altro, 
incerto lui stesso del suo esperimento,
fra l’onda o il granello di un inerte momento.

Mi guardo, mi cerco, non so se mi specchio
ipotetico in questo e in un diverso lui stesso,
se vivo, se morto, se ieri, se adesso,
o invece già dopo, all’indietro rifranto 
nell’ambiguo e sospeso ristagno d’un quanto.

E, credimi, di questo gli concedo un po’ di perdono,
ma per nulla del fatto che perfino l’amare che siamo,
ha serrato nella scatola chiusa del gioco,
e seduto nell’eterno suo vuoto, teorizza l’attesa
e la bizzarra sorpresa di cosa gli riserva l’impresa.

(Mario Papadia)

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