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La mia Filosofia

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L'individuo e la sua programmazione

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La riprogrammazione come scelta

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Il programma della vita e il caso

Qualsiasi organismo vivente è una struttura programmatica in quanto governata dal codice genetico, sequela d’istruzioni scritte sul Dna. Quest’ultimo è a sua volta vero e proprio algoritmo dell’evoluzione attraverso l’adattamento, garanzia della sopravvivenza e della forma di ogni specie, in forza delle unità informative da cui è costituito, i geni.

Mantenendosi su questi binari, la Natura ha operato attraverso i millenni creandosi organismi dalla complessità crescente, ma lasciandosi sempre aperta la possibilità della creatività senza un progetto dettagliato. Pur nella permanenza gli organismi sono anche sistemi aperti, perché nel passaggio da una generazione all'altra si possono  verificare mutazioni casuali, che si possono stabilizzare, se favoriti dall'ambiente o semplicemente scomparire insieme con il soggetto mutante. Il programma della vita tende a permanere, ma è esposto alla variazione infinitesimale che, con i millenni, può diventare una vera e propria riprogrammazione.

L'essere umano, anch'egli uno stadio della catena evolutiva, è costituito da flussi bioenergetici, mentali e spirituali. Non esiste un Io come realtà separata a se stante, ma come sistema di connessioni complesse, bioenergetiche e mentali, che si intersecano tra loro. L’Io esiste anche come punto d’arrivo della necessità di organizzare quei complessi astratti, ad origine esperienziale, che usiamo chiamare idee e simboli: Dio, Anima, Amore, Dovere, ecc.

Queste affermazioni possono causare nel lettore una sensazione sgradevole, perché incutono il ragionevole dubbio che si restringa notevolmente il margine di libertà individuale. È difficicile negare che vi sono abitudini alimentari, comportamenti bioenergetici, costumi, idee e religioni che muovono in modo condizionato popoli ed individui e che richiedono un processo cosciente di riprogrammazione per romperne il guscio di irreformabilità. Si pensi alle ideologie, ai tabù, che sono programmazioni divenute autonome dai loro rispettivi fondatori, «flussi di coscienza» potenzialmente immortali.


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