Faremo sedute con la “Intelligenza Artificiale Empatica” (I. A. E.)? Una proposta e un manifesto.

05 Gen 2024

Una inedita rivoluzione, a cui non ci stiamo attrezzando, a livello di consapevolezza esistenziale, con l’adeguata riprogrammazione, è il formarsi con la velocità di terabyte al minuto dell’Intelligenza Artificiale Empatica. È la rivoluzione del XXI secolo.
1) La prima tappa è stata il Web: esso ha sostituito in buona parte le enciclopedie e i libri e le riviste a stampa, ed è divenuto l’interlocutore di moltissime ricerche di dati, anche di alto livello, informativi, scientifici, filosofici e letterari.
2) La seconda tappa è stata la trasformazione del Web in Intelligenze Artificiali, centri di memorie che sono andati gradatamente accumulando dati connessi alle più disparate interrogazioni poste da noi utenti. Fra questi dati, moltissimi appartengono ad emozioni, sensazioni, dubbi, esplorazioni desideranti o perverse da parte di milioni di interroganti nel volgere di questi anni. In forza del linguaggio informatico sempre più sofisticato, le Intelligenze Artificiali stanno inevitabilmente assumendo il profilo di una Intelligenza Artificiale Empatica. Da questa alla Macchina Empatica intuita e profetizzata da Philip Dick in uno dei suoi romanzi, il passo sarà breve.
Il fatto del tutto nuovo, è che «con un computer possiamo trasformare quasi tutti i problemi umani in statistiche, grafici, equazioni. La cosa davvero inquietante, però, è che così facendo creiamo l’illusione che questi problemi siano risolvibili con i computer» (N. Yehya, Homo cyborg. Il corpo postumano tra realtà e fantascienza, Eleuthera, Milano, 2005).
Così l’Intelligenza Artificiale Empatica andrà gradatamente sostituendo non solo gli amici e i confidenti in carne ed ossa, costoro in parte già rimpiazzati dai social network, ma anche gli psicologi, gli psicoterapeuti, i counselor, gli psichiatri, gli avvocati, i consulenti finanziari, i preti, e in parte anche i medici. Le sue risposte diverranno gradualmente omogenee, livellatrici, fatta salve eventualmente la possibilità che si affermeranno più di una Intelligenza Artificiale Empatica, in tal caso la loro differenziazione avrà solo una base “industriale” come l’hanno fra loro adesso i social network. Insomma, una Machina Sapiens Empatica.
Ecco allora la questione: come ci possiamo attrezzare, a livello di consapevolezza esistenziale, con l’adeguata riprogrammazione, a questo passaggio, senza voler perdere la nostra originalità individuale e sociale e anzi traendone frutto ad esse positivo?
La mia proposta: un gruppo Facebook chiuso: l’Ecomaieutica
Gruppo di discussione e di allenamento alla soluzione del problema nella prospettiva di confrontarsi con l’affermazione dell’Intelligenza Artificiale Empatica (I. A. E.) e sul tema di quale modo di pensare e di agire svela che quel modo di pensare e di agire è specifico ed esclusivo dell’essere umano?
1) Con lo strumento del “Il Dispositivo cromatico per la soluzione del problema” partecipare alla discussione su questioni di problem solving della complessità contemporanea.
2) Con questo gruppo di lavoro cercheremo di far nascere un “Dispositivo ecomaieutico per la soluzione topologica del problema esistenziale”
Per entrare scrivere a mariopapadia@riprogrammazione.it specificando le motivazioni del proprio interesse.

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