Qualche precisazione sul counseling e le science umane

28 Giu 2021

Ogni tanto qualche allievo in formazione e qualche ex allievo dei corsi di counseling esistenziale mi parla dell'intento di iscriversi a psicologia oppure mi comunica con entusiasmo la conquista della suddetta laurea come coronamento e completamento del nostro percorso. Ora, è ovvio che qualcuno degli insegnamenti compiuti nel corso della nostra formazione, possa aver stimolato l'intento di approfondire con un apposito corso di laurea quel dato filone. Ma credo sia un equivoco intendere questa libera scelta come una legittimazione alla professione del counseling.

Ritengo che questo esito non sia in particolare l'effetto della campagna di delegittimazione del counseling condotta dall'Ordine degli Psicologi, ma piuttosto l'evidenziazione di una distorsione tipica delle nostre società occidentali che è il nuovo conformismo psicologizzante, che continua a ricondurre a problema psicologico o addirittura psicopatologica situazioni che sono problemi sociali, economici, culturali, educativi, ideali, etici.

E in tal modo, mentre si espande la tendenza a interpretare in termini psicologici fatti di una gravità macroscopica, come il femminicidio, l'etica dei clan di certe culture d'immigrazione, lo sfruttamento sul lavoro di soggetti non titolari di diritti civili, la dispersione intellettiva e intellettuale delle giovani generazioni, non si verifica - o rimane relegata nelle università - la maturazione culturale e scientifica delle altre discipline umane di cui abbiamo bisogno per la maturazione culturale collettiva.

Perciò nel nostro piccolo, - come si usa dire, - ho proposto, una specie di stati generali di coloro che si sono formati nella Riprogrammazione per riflettere insieme su queste tematiche, nel precisare la qualità counseling che forse dovremo chiamare in altro modo per uscire da questo sterile dibattito e ampliare il nostro sguardo sulla nostra società in evoluzione.