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In principio era la femmina
Armando Editore

L'epica della storia

CAOS
Caos emanava un’atmosfera calda, percorsa da correnti costanti e fluide, ora più vigorose ora più flebili e, ad intervalli, qua in assembramento e là tendenti a creare vuoti. 
Esplodeva, attraversando differimenti fra lunghezze termiche, vampate e mareggiate dalla violenza inusitata.
Formulava, nella sua veemente giovinezza, corpuscoli nascenti, e poi, con impeto, li espelleva fino a lacerarne l’innocenza progettuale. 
Transizioni saggiava, tessendo e sciogliendo viluppi ed incroci, esplorazioni d’arterie e precarie trame: sonore e luminose e cromatiche insieme. 
In progressiva invenzione di colori rimescolava tavolozze quasi a cercarne uno prescelto: avanzava e retrocedeva dal rosso all’azzurro e da questo al verde, si soffermava e processava allo stato puro il colore eletto, poi ricominciava da capo con un altro e intemperante abbozzava albe, tra-monti, e piogge di colori boreali. 
Infine si acquetò nella sequenza ordinata di uno spettro. 
Giunse l’epoca in cui, in qualche parte dei suoi assembramenti, si fece strada un respiro più lento, una marea più calma. 
Fra abissi senza collisioni, si iniziarono a formulare filari impalpabili e infinitesimali dalla consistenza prossima al nulla, sentieri d’ipotesi flebili.
Nell’incontro fra il loro precipitarsi, conati di forme si sovrapponevano e s’integravano tra loro come un reflusso infranto sulla riva si rovescia all’indietro sul seguente che dal largo sopravviene. 
Durò la palpitazione per alcuni istanti epocali, nei quali Caos depose qua e là nello spazio nascen-te risonanze di sé: di ogni lacerazione un’eco, di ogni collisione un rimbombo, di ogni luce un messaggio, di ogni colore un riflesso, di ogni onda un corpuscolo.
Ma le tracce mnestiche si convogliarono verso un punto più intimo: si appropriarono dei colori e dei suoni, si cangiarono una nell’altra, si scambiarono riflessi e risonanze, in un susseguirsi sem-pre più incalzante d’intenti. 
Nel risucchio di quel centro, in quel ristagno profondo, di millennio in millennio Caos vi depositò le stringhe dei suoi apprendimenti: dalla lacerazione del suo primo risveglio al turbamento delle infinite collisioni, dalle trasformazioni dei suoni in colori alle sperimentazioni giocose di mobili forme, dalla congiunzione di poli estremi alla sperimentazione di un unico senso. 
Molto in quell’intimo egli scrisse, senza pretesa di bene o di male, perché in esso nulla era bene e nulla era male, ma solo divenire, potenziale incubazione d’ogni congettura immateriale. 
Giacque nel silenzio del buco più nero d’ogni memoria perduta, ancora per altri millenni, non avendo né direzione né intenti, finché assunse la forma di un lago animato da corrugamenti di una materia liquida verde-blu, simile all’acqua ma non acqua, un viscido liquidume che, a volerlo prendere in mano, sarebbe a malapena scivolato fra le dita denso in rivoli languidi.
Finché il magma iniziò a enucleare sé stesso attraverso tappe senza alcuna precisa direzione se non quella dettata dall’intrinseco caotico slancio. 
Nel tepore del suo interno molte semenze ebbero il tempo di saggiarsi le une con le altre, di con-getturare avvicendamenti e di legarsi in concatenazioni. 
Sempre più stabili alchimie s’imposero tra loro, e ne scaturirono narrazioni inedite, dalla con-gruenza così euritmica da attrarre a sé altre sequenze, fino ad esplorare abbozzi di forme. 
Fu necessario almeno un altro milione di anni, perché da quel magma tumido, percorso da vermi-gli filamenti, si scindesse una definita forma. 

INDICE
Primo: Incipit
Caos
Canto del Caos
L’Incubatrice, Femmina Prima
Canto della Femmina Prima
La Partenogenesi
Il primo distacco
Ho perduto
Elegia
Secondo: Maschio e Femmina
Fabbricatore
Incubatorio
Nascita
Giardino
Maschio e femmina
Eve
Serpens
Qayin
Havel
Lilith
L’Immolatore
Il delitto
Qayin in occidente
Enûma-Eliš
Canto di guerra e di Dei
Controcanto di un ragazzo e di una ragazza
Interludio di lamentazioni
Terzo: La sinfisi
Intelletto
Canto di Elegia sull’intelligere
Entanglement
Margherita
Fabbricatore torna a casa
Quarto: Anabasi e catabasi
Il deserto
E s’incarnò
Rivelazioni
De Civitate Dei
Vedrò mondi che ogni umano
Ritorno
L’ultimo canto sulla Terra
Quinto: Pianeta terra
Canto finale
 

 


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