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Eros e Kratos, i signori della vita

A fondamento dell'evoluzione bioculturale due potenti forze si avviluppano, competono e si compenetrano tra loro, si diversificano per fondersi e ridistinguersi.

EROS – è l’istinto umano diretto a soddisfare la sopravvivenza, attraverso strategie di alleanze, scambi, protezione, vicinanza. La procreazione, la solidarietà parentale, i comportamenti sociali altruistici sono le espressioni erotiche della sopravvivenza. La sua identità è scritta nel DNA, è nota fin dai filosofi greci più antichi, e di lui si narra quasi in infinite pagine umane, scritte o sonore o di rappresentazione. 
KRATOS – nella lingua greca significa: forza, gagliardia, vigore, robustezza, dominio, potenza, signoria, impero, comando, potere reale, superiorità, prevalenza, fortuna guerresca, vittoria. Demo-crazia è il potere del popolo. Kratos indica quindi la competizione, il potere, come pura competizione per la sopravvivenza, occupazione del territorio, affermazione di una soggettività rispetto ad un'altra.


Eros e Kratos: due forze cosmiche, due quanti biologici

Ritroviamo i concetti di Eros e Kratos quale substrato filosofico nella più famose teorie della genesi dell'universo.
La condizione cosmica estrema dell’eros è il buco nero: uno stato energetico della materia così contratta in se stessa – così attratta da se stessa – da determinare l’impossibilità di fuoriuscire da sé. La condizione cosmica estrema del kratos, è la conflagrazione del Big Bang, la materia giunta all'estremo dell'impossibilità di fuoriuscire collassa esplodendo in un'altra dimensione, e dà luogo ad un altro evento erotico, che sarà un altro universo.
Lo sconvolgimento esplosivo è il destino di ogni evento in cui eros giunge ai suoi estremi.
Congiungendo e disgiungendo, attraendo e distinguendo, affermando l'appartenenza comunitaria e la distinzione individua, Eros Kratos hanno reso la vita un fenomeno interminabile, sempre aperto a innumerevoli combinazioni, aperto a nuove nascite e rinascite.
Nei loro aspetti emotivi ed intellettivi, hanno reso possibile nella nostra specie uno straordinario sviluppo dialettico della relazione tra individuo e comunità, grazie alla comunicazione, veicolo erokratico della sopravvivenza.
La loro interazione dinamica dà luogo al campo vitale umano, il complesso di strutture, di forme e di interazioni con cui noi umani comunichiamo reciprocamente bisogni e affermiamo differenziazioni. 


Eros e Kratos, sentirsi parte e affermarsi come singolarità

Riconosco e pratico l'appartenenza a una comunità vasta di cultura e di legg; ad un gruppo di qualsiasi genere che ho liberamento scelto; a una coppia al cui patto amoroso e di riconoscimento intellettivo tengo; a una genitorialità che rimarrà per sempre tale pur con l'evolvere del tempo e delle età; ad una storia di idee e di sangue, di lingua e di bellezza, di responsabilità delittuose e di crudeltà, di scienza e di ingnoranza, di giustizia e di ingiustizie, di bisogni e di sprechi.
E mi riconosco di essere talmente singolare da sapere che il mio corpo e la mia anima sono irripetibili, unici e insostituibili; che la mia voce è unica; che la mia coscienza ha l'ultima parola con se stessa nonostante i dinieghi e le rassicurazioni di chiuque altro, in alto o in basso; che le parole d'amore o di giustizia, o di saggezza che io posso dire non saranno mai dette da nessun altro.
E considero che la vita è una avventura singolare per noi umani, nella quale palpitiamo continuamente nel paradosso di una sistole erotica e di una diastole kratica che dà luogo all'impareggiabile e travagliata nostra avventura. Compresa la mia, singolo che scrive in questo indefinito cosmo del web.
 


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